11 maggio 2008

[QEV] Pentecoste

Allora, vediamo un po'...
Cosa farei se avessi appena compiuto il prodigio più grande della Storia?

Se avessi appena sconfitto la Morte, se fossi disceso agli Inferi per portarne via tutti i giusti, se avessi stipulato nel mio Sangue un'Allenza Eterna con l'Umanità, se, dopo tre giorni, fossi risorto nella Carne e avessi spalancato il sepolcro sigillato dalle squadre romane?

Beh, probabilmente mi presenterei alla vista di tutte le Genti venendo su di una nube di luce, contorniato da una schiera di cherubini - anzi, di odalische ;-) - tra musiche celestiali e spettacoli pirotecnici, imponendo di essere adorato...

E invece:

La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne, stette in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
(Gv 20,19)


In questo versetto - riproposto oggi, festa di Pentecoste, ma già ascoltato la prima domenica di Pasqua - si distinguono tre tempi:
  1. Gesù entra nella stanza.
  2. Sta tra i discepoli.
  3. Esordisce con: "Pace a voi".
Cristo, entrato nella stanza, non si manifesta immediatamente ai discepoli: Lui è lì, eppure non interagisce subito con loro.
Io Lo immagino in un cantuccio, compiaciuto e commosso, a godersi la vista dell'Umanità che ha appena salvato.

Ecco cosa fa Cristo dopo aver compiuto il prodigio più grande della Storia: prima di ogni altra cosa, cerca l'Uomo, per stare con lui.

Nella sua prima lettera Pietro esorta i cristiani a testimonare le "Ragioni della Speranza".
E per me non c'è Ragione migliore di un Dio che avverte in maniera così pressante la necessità della nostra ricerca.

1 commento:

  1. Hai scritto una cosa bellissima. Grazie.
    P.S.: Qualcuno ha espresso più o meno lo stesso concetto così: "Il protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell'uomo, e il cuore dell'uomo mendicante di Cristo".

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