24 aprile 2011

[QEV] Tu, Altrui - Epilogo

Non c'è traccia nelle Scritture di incontro tra Miriam/Maria ed il Risorto.
Si dice solo negli Atti che, dopo la Resurrezione, gli Apostoli:

"...erano assidui e concordi nella preghiera,
insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù..."
(At. 1,14)

E' compito del lettore immaginare come Lei apprenda la Notizia.

Io credo che il Cuore esangue, spremuto fino all'ultima goccia, strizzato come uno straccio, d'improvviso quella notte abbia iniziato a brillare.
Come in una nuova gravidanza, come in un ritrovato stato di Grazia, colei che era Non-Più-Donna è diventata Regina d'Israele; colei che era Non-Più-Moglie è tornata Vergine Fedele; colei che era Non-Più-Madre si è rivelata Madre di tutte le Genti.

Succede quello che profetizzò Osea dicendo:
"E avverrà in quel giorno,
dice il Signore,(...)
amerò
Non-Amata,
e dirò
a Non-Mio-Popolo:
Popolo Mio.


Ed Egli mi dirà:
Mio Dio."
 (Os 2,25)

Pasqua/Pesach è ancora una volta Scampo, ma allo stesso tempo tempo c'è molto più che "Scampo" in tutto questo...

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QUESTO E' L'ULTIMO POST DI
"QUID EST VERITAS".

GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SONO INTERVENUTI.

22 aprile 2011

[QEV] Tu, Altrui - VII

Sabato Santo.

Si imbalsama la salma, si smonta la Croce, si sigilla il sepolcro.
Chi era venuto, torna per la sua strada.
Altri non se ne saranno neppure accorti.

Cosa alberga nel cuore di Madre, adesso?
Forse una musica.

16 aprile 2011

[QEV] Tu, Altrui - VI

Poi disse al discepolo:
«Ecco tua madre»
(Gv 19,27)

Mi affidi alle cure di Giovanni, ragazzo amabile, amico fedele fino all'ultimo istante.
Eppure non c'è ombra di pareggio: a nessuna madre è concessa la sostituzione del figlio.

Non sono qui per una ricompensa, non ne merito una.

Qual'è il compito di una madre?
Perchè Tu ne hai voluta una?
Perchè hai scelto me tra tutte le donne?
Perchè ti proteggessi dai pericoli?
Perchè ti mettessi in guardia dal Male che alberga nel cuore dell'Uomo?

Il mio risultato lo misuro dalle piaghe stampate sul Tuo corpo, dai chiodi infissi nelle Tue carni.

La tua Croce è pure vessillo della mia sconfitta di Madre, di Moglie, di Donna della mia gente.

9 aprile 2011

[QEV] Tu, Altrui - V

"Donna, ecco tuo figlio"
(Gv 19,26)

Ecco il Dio che hai concepito, Miriam.

Ecco la trepidazione, ecco la gioia, ecco la buona notizia portata dall'angelo.
Ecco lo sforzo sovraumano di Yosef, ecco la sua improvvisa accondiscendenza.
Ecco la cura, ecco l'attesa.
Ecco la stalla di Bet-Lehem, ecco i pastori in festa, ecco i re d'oriente adoranti.

Ecco il Bambino da cui sei Tu che hai imparato, e che pure Ti ha chiesto di spiegarGli l'Uomo.
Ecco il predicatore, l'arringatore di folle.
Ecco il profeta, ecco il guaritore, ecco il Messia.


E' quel pezzo di carne lì, bestia da macello battuta prima di essere soppressa.
E' la vela sul pennone più alto della Città Santa, monito per chi è del posto ed attrazione per i pellegrini.
E' quello in mezzo ai briganti, appeso tra i delinquenti, fiore di palude.

"Donna, ecco tuo figlio"

4 aprile 2011

[QEV] Tu, Altrui - IV

Alla fine lo trova, se questo è trovarsi.

Quattro mani, divise da un muro.
Dentro la caserma l'Uomo nudo, fuori la Madre disperata.

Cinquanta volte sibila e schiocca la frusta, cinquanta volte schizza il Sangue, cinquanta volte l'Uomo guaisce tra i denti, cinquanta macigni rotolano su un Cuore di donna.

Esercizio di massima sopportazione è figurarsi un Figlio che soffre, perchè l'immaginazione amplifica il Dolore ed esclude la possibilità di intervenire.

Si flette la Donna, si rannicchia minuscola intorno al braccio di Yosef, che con la forza residua La sostiene.

Prima di perdere i sensi, ripesca da un anfratto della mente le parole dell'angelo:
"Non temere, Miriam, perchè hai trovato Grazia presso Dio".

26 marzo 2011

[QEV] Tu, Altrui - III

Dove sei?

E' vuota la locanda dove hai cenato.
E' vuoto l'Orto degli Ulivi, dove amavi passeggiare di sera.
E' vuoto pure il Sinedrio, dove alcuni hanno detto di averti visto in catene.

Dove sei?

Di strada in strada, di casa in casa, di portone in portone vengo a cercarti.

Quando ero molto piccola pensavo che Pasqua / Pesach c'entrasse qualcosa con le imponenti muraglie d'acqua sollevate nel Mar Rosso, con la manna piovuta dal cielo nel Deserto o con la consegna dei Comandamenti ai nostri padri.
Invece non è di questo che facciamo memoria.

Facciamo memoria di un Angelo mandato dal Signore a sterminare bambini, passato di strada in strada, di casa in casa, di portone in portone, di stipite in stipite, Sciagura per le famiglie egiziane, Scampo per quelle ebraiche.

Senza averlo scelto, stanotte rimetto anche quella colpa.
Di porta in porta cerco mio figlio, l'unico figlio d'Israele, l'unico scampato all'eccidio di Erode.
Cerco il Figlio di Dio consegnato alle mani dell'uomo.
Il mio cuore si gonfia dell'urlo che fu di tutto l'Egitto, al mio solo Dolore il compito di mettere in pari i piatti della bilancia.

Dove sei, adesso?
Dove sei?

Già condannato il figlio
alle ribalde squadre
chiede l’afflitta Madre
"Il figlio mio,
il figlio mio dov’è?"

Corre per ogni via
incontra l’empia gente
e cerca Dio piangente
"Il figlio mio,
il figlio mio dov’è?"

Sale l’infame monte
con frettolosi passi
chiede ancora ai sassi
"il figlio mio,
il figlio mio dov’è?"

Interroga le meste
figliole di Sionne
"Ditemi o buone donne
il figlio mio,
il figlio mio dov'è?"

19 marzo 2011

[QEV] Tu, Altrui - II

Provvidenzialemente questo post,
che avevo pensato da tempo,
esce il giorno dlla festa di San Giuseppe

Dalla finestra dell'albergo filtra la luce gialla di una luna piena come un melograno.
Dei due pellegrini nel letto uno è disteso, illuminato soltanto in un angolo di faccia ed uno spigolo di barba.
L'altra si è appena seduta di scatto, la fronte madida, le palpitazioni che scuotono il torace.

"L'hanno preso."
Silenzio.
"Yosef svegliati, l'hanno preso.
Dobbiamo andare."
"...chi hanno preso?..."
"Gesù.
L'hanno preso.
Lo sento qui, come una spina che punge sul cuore."

L'uomo apre gli occhi e lentamente si solleva per sedersi accanto alla donna.
Con la mano callosa le accarezza il viso.
"Calmati, è stato un brutto sogno.
Nostro figlio sta benissimo, la gente lo ama: l'hanno accolto come un re pochi giorni fa..."
"...a me punge qui, sempre più forte..."
"Sdraiati e riposati, domani troviamo un medico - ci sono tutti i migliori qui in Città".

Mentre la donna fa per stendersi, nella stanza si sente dire con un soffio di voce:
"Alzati, prendi con te..."

L' uomo cambia espressione, improvvisamente si è scrollato di dosso il torpore.
"Miriam, ripeti..."
"Non ho parlato io, Yosef".

Intanto l'uomo è già in piedi e si sta vestendo.

18 marzo 2011

[QEV] Tu, Altrui - I

C'è un libro di De Luca - In nome della Madre -
in cui l'autore si accosta al Cuore di Maria mentre è piena di Grazia.

Per questa Quaresima ho scelto di produrne un indegnissimo controcanto,
affacciandomi in quel Cuore nel momento più delicato.
Mutuo il titolo da un altro libro di De Luca  - Tu, Mio -
perchè ad ascoltare quel Cuore, lo si sente soffiare "Tu, Altrui
"




"Darai peso a tuo padre e tua madre"
E' il quarto, lo conosci bene.
Lo affidasti a Mosè sul Sinai e secoli dopo sei venuto a commentarlo di persona, poco più che bambino, davanti ai dottori del Tempio.

Era di questi tempi, tornavamo dalla Città dove eravamo saliti per la Pasqua.
Yosef in testa alla carovana tra gli uomini ed io in coda tra le donne ci mettemmo un giorno e mezzo di cammino a capire di averti perso, ed un altro giorno e mezzo per tornare a Gerusalemme a cercarti: tre giorni in tutto.
Tu, intanto, non ti eri mai mosso dal Tempio.

Ricordo quello che dicesti appena entrammo, trafelati e sconvolti:

Non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa di Dio
che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto

Ricordo pure lo sguardo rassegnato di Yosef, che non avrebbe potuto correggerti neanche quella volta.



Saliremo ancora quest'anno a Gerusalemme, nonostante il mio affanno e gli acciacchi di Yosef.
Troveremo una taverna e faremo secondo quanto prescritto: mangeremo il pane azzimo e le erbe amare.
Chissà intanto tu dove sarai e con chi.

E' scritto pure che quella sera il figlio chieda al padre di raccontare la Storia della Salvezza di Israele.
Quella Storia l'hai scritta Tu, eppure Yosef te la racconterebbe ancora.

"Dai peso a tuo padre e a tua madre" - è scritto - "in modo che si allungheranno i tuoi giorni sulla Terra".

12 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 7

Articolo 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Il punto è che l'Italia è costituzionalmente per la pace e la giustizia tra le Nazioni.
E' disposta perfino a limitare la propria Sovranità purchè sussista la pace, perchè:
L' ITALIA RIPUDIA LA GUERRA.

Mica "ritiene sconveniente" o "sconsiglia", proprio RIPUDIA.
Quando si dice "guerra" è Italiano quello che ha un brivido di raccapriccio lungo la schiena.

Per questo per me i militari uccisi in Afghanistan non sono Italiani e non meritano funerali di Stato.


Articolo 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Bandiera Italiana

Tiriamolo fuori, sventoliamolo perticolarmente nei posti e nelle situazioni dove ci si è dimenticati o rassegnati a non essere Italia.

Auguri a tutti gli Italiani!!!

9 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 6

Articolo 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


Se, come qualcuno auspica, l'Italia diventerà davvero il Paese delle Libertà, riuscendo a garantire ai suoi cittadini diritti superiori rispetto agli altri popoli, allora questo articolo ci obbliga ad offrire quegli stessi diritti a tutti gli stranieri sul nostro suolo, mediante l'istituto dell'asilo.

Il che sulle prime può suonare assurdo: "ma come, io mi guadagno un diritto e poi lo offro a tutti quelli che passano dalle mie parti???"
In fin dei conti è il ragionamento che ha portato la Lega al vertice della politica nazionale.

A pensarci solo un istante in più, invece, ci si rende conto che il Legislatore è stato assai lungimirante, perchè proprio da situazioni di disparità tra popoli scaturiscono rappresaglie, guerre ed odio razziale.
Questo articolo - da solo - basta a cancellare ogni traccia di tensione.
Se volete essere trattati da Italiani, venite in Italia - ferme restando le altre disposizioni della Costituzione, prima fra tutte che l'Italia si fonda sul Lavoro.
(Qui qualche vecchia riflessione sull'argomento)

Così difficile da spiegare a chi propone le cannonate per i clandestini????

6 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 5

(Gli articoli 5 e 6 della Costituzione Italiana sanciscono il decentramento dei poteri dello Stato e la tutela della minoranze linguistiche - qui la mia idea di federalismo; gli articoli 7 e 8 stabiliscono i rapporti tra Stato, Chiesa cattolica ed altre confessioni religiose - e qui neanche metto link a ritroso perchè basta pescare una pagina a caso del blog...)


Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.


Soggetto, predicato e complemento: più chiaro di così...
Mica la Costituzione dice "la ricerca scientifica va promossa sempre che si trovino i soldi in Finanziaria"?!?!
Mica è scritto che lo sviluppo della cultura è facoltativo o legato all'andamento dei flussi di cassa, oppure che la tutela dei beni culturali è affidata all'arbìtrio del Governo di turno?!?!

Qui si stabilisce che l'Italia ha un tesoro più prezioso dell'oro nel caveau della Banca d'Italia, indipendente dall'andamento del gettito fiscale ed al sicuro dalle speculazioni dei mercati internazionali: si tratta del nostro Patrimonio, inteso come cultura, beni, ambiente e livello scientifico e tecnologico.

Ed è assolutamente logico che si tratti del bene da tutelare più di ogni altro, tanto da inserirlo nei primi dieci punti della Costituzione, ancor prima - ad esempio - di definire l'ordinamento giudiziario del Paese o di stabilire il diritto alla Salute: perchè il Patrimonio - ovvero quello che ci viene consegnato dai  Padri - è una ricchezza immediatamente valorizzabile con in più il valore di farci comunemente eredi.
Il nostro Patrimonio ha la singolare di Virtù di essere una ricchezza che unisce anzicché dividere.

Perciò ritengo incostituzionale oltrecchè immorale la proposta di introdurre una tassa di soggiorno per il pernottamento in città diverse da quella di residenza: perché non ritengo Piazza del Popolo, l'Acquario di Genova e nemmeno l'Arena di Verona - che non ho ancora visitato - meno MIE COME ITALIANO della piazzetta che fa angolo con il viale di casa, dove da piccolo giocavo a pallone.

2 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 4

Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Dovessi scegliere un aggettivo per quest'articolo, direi bilanciato.
Tanto deve impegnarsi lo Stato a mettermi in condizione di lavorare quanto io devo ricambiare facendo progredire la società.
Mi sembra il Padre Nostro quando dice "Rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

Se non mi interessa lavorare o se sono incapace di farlo in maniera utile per gli altri, neppure lo Stato ha vincolo di tutalermi in alcun modo.
Lo si spieghi ai disoccupati organizzati - no, vendere cd pezzotti di Gigi D'Alessio non contribuisce in alcun modo al progresso della società...

Allo stesso tempo lo Stato si impegna a dare piena occupazione a chi abbia intenzione e capacità da spendere nell'interesse comune.
Come si concilia questo precetto con la smania di esternalizzazione che ha preso tutte le pubbliche amministrazioni è un mistero che non riesco a chiarire!

Ultima nota, alla quale tengo enormemente: il problema principale dell'amministrazione della cosa pubblica in Italia è, a mio modesto avviso, la mancanza di metriche che permettano di misurare oggettivamente ed indiscutibilmente la bontà dell'operato degli amministratori.

Eppure questo articolo ce ne offre una evidente: il tasso di disoccupazione.
Chi durante il suo mandato abbia concorso in qualsiasi modo e con qualsiasi responsabilità, a fronte di qualsiasi evento catastrofico, a far innalzare il tasso di disoccupazione dovrebbe avere il buon gusto ( o il pudore, chiamatelo come vi pare ) di evitare di ricandidarsi a qualunque incarico pubblico - oltre che di chiedere diversa cittadinanza, AVENDO GIA' AGITO CONTRO COSTITUZIONE.

27 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 3

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Sull'eguaglianza davanti alla legge si è detto e stradetto negli ultimi anni, tanto da far passare in secondo piano il discorso sulla "pari dignità sociale" tra cittadini, che invece è altrettanto importante.

In Italia non può accadere che i tempi di erogazione di un servizio pubblico, le sue modalità o la sua qualità possano variare da cittadino a cittadino.
Dalla durata dei processi agli accertamenti fiscali, dalle procedure fallimentari all'accettazione di richieste di condono, dal posto all'asilo per un bambino al ricovero in ospedale per un anziano tutto è obbligato a procedere in maniera paritaria tra cittadini di ogni estrazione sociale.
Se così non succede, allora siate certi non vi trovate in Italia.

Il secondo comma, per certi versi, deroga addirittura il primo.
I cittadini sono uguali davanti alla Legge e hanno pari dignità sociale MA alcuni sono "più uguali degli altri": la Repubblica - ovvero l'insieme delle persone che si definiscono Italiane - si impegna infatti a rendere concreta quotidianamente questa eguglianza, favorendo non i cittadini più influenti o più benestanti, ma quelli che si trovano in condizioni di disagio sociale o economico.

E su questo comma - scusate - ma non riesco a dire altro senza scadere nella volgarità...

24 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 2

Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Qui già si va sul complesso...
Tralascio il pippone su cosa si debba intendere per "diritti inviolabili".
Interessante invece il fatto che questo insieme di diritti siano riconosciuti tanto ai singoli quanto alle FORMAZIONI di cui essi fanno parte, come ad invitare gli Italiani a riunirsi, a far gruppo, a partecipare insieme alla vita del paese.
(Se qui aggiungo "...e invece quanto disinteresse, quanto menefreghismo..." sembro il pensionato sulla panchina del parco, vero?).

Ma è la seconda parte dell'articolo che è sorprendente.
Gli Italiani hanno per PRIMO DOVERE INDEROGABILE quello di SOLIDARIETA' - ovvero essere come uno solo - in ambito POLITICO (???), ECONOMICO (?????) e SOCIALE (??????????).

Chissà a che Stato pensano di appartenere politici pronti a scannarsi sulla più piccola fesseria e ricchi benestanti che ostentano le proprie facoltà alla faccia delle famiglie che non arrivano a fine mese...

20 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 1

In pochi sanno che Novi Ligure - a dispetto del nome - si trova in Piemonte.
I più la conoscono per fatti di cronaca o magari per le fabbriche di cioccolata - Pernigotti e Novi, appunto.
Di Novi io ricordo invece con piacere la piazza antistante la stazione, intitolata con notevole sensibilità a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
In quella piazza campeggiano dodici colonne di plexiglass - che a suo tempo provai a fotografare con pessimi risultati - illuminate con neon dall'interno, sulle quali sono incisi i primi dodici articoli della Costituzione.

In vista dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia - dei quali la stesura della Costituzione è stata punto cuspidale - vi porto con me in quella piazza in una fredda sera di novembre.



Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro.

La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Non sono un giurista, faccio ragionamenti elementari, della cui banalità quasi mi vergogno.
Per esempio quelli che scrissi un po' di tempo fa in questo post, dedicato proprio all'Articolo 1.
O per esempio il fatto che viene prima la Costituzione, poi il popolo, poi i suoi rappresentanti - non il contrario.
O - infine - il fatto che chi vuol farsi re ha sbagliato stato.

16 febbraio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 6

Dove finisce la strada asfaltata ed inizia quella sterrata c'è una chiesa addobbata a festa.
Sui pochi gradini ci sono bambini che restano fermi all'ombra per non sudare ed altri che si sporcano il vestitino nella polvere.
Ci sono uomini annoiati e donne che spettegolano.
Ci sono parenti che non sarebbero voluti venire e le mogli che li hanno costretti ad andare.
Ci sono amiche di sempre in apprensione e alcune non invitate, lì solo per malignare.
Ci sono pure le zie raggianti e la mamma come una madonnanera.

C'è una macchina elegante ferma davanti al sagrato.
Dietro i vetri oscurati c'è una ragazza vestita da sposa - mica un animale da circo - che per scelta o destino non ha nessuno affianco proprio adesso che le gambe incominciano a tremare.
Prova a calmarsi, non ci riesce, sente arrivare la crisi di nervi insieme ad un colpo dall'interno contro la parete della pancia.
Sta per dire all'autista di riportarla a casa.

In fondo alla navata, ai piedi dell'altare, c'è un marito.
Lui sente il silenzio invadere all'improvviso l'interno della chiesa dall'ingresso.
Allora, lentamente e con scarsa dimestichezza, si gira.

Come a rubare un petalo alla margherita del tempo, c' è un secondo che passa solo fuori, ma non all'interno di quella macchina - per un istante due cuori lì dentro si fermano.

La ragazza vestita da sposa dimentica il resto, apre la portiera, cala il velo come fa un militare con la visiera e, a passo spedito, risale la navata tra la folla.

(The End)

12 febbraio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 5

Carmine vive di spalle.
Di spalle dorme, accucciato su un fianco, raccolto su se stesso come un uovo o un gomitolo.
Di spalle prende pullman e metro, che a guardare fuori dal finestrino nel senso di marcia, con tutto quel paesaggio, quelle luci, quelle gallerie che arrivano addosso a piena velocità gli viene il voltastomaco.
Di spalle comincia a lavorare la mattina prima del sole - faccia sporca di calce a pochi centimetri dal muro - e di spalle lo trovi la sera a stuccare una crepa o a rifinire un tinteggio quando i colleghi sono andati già via da un pezzo.
Poi di spalle ritorna a casa, e ancora di spalle contro il muro della cameretta per suo figlio.

Carmine un giorno si girerà.
Sarà quando avrà pareggiato con lo scorrere di rullo e spatola la distanza che lo separa dal posto in cui è nato.
Sarà quando avrà condonato con il lavoro il peccato originale di essere nato altrove, in un posto che non da -perchè non può dare - nè casa nè famiglia.
Sarà quando sentirà la sensazione fisica del ciclista che ha scollinato, che sa che fino all'arrivo si va in discesa.
Sarà quando avrà il coraggio di guardare sua moglie in fondo agli occhi, senza bisogno di porre domande nè di cercare risposte.

7 febbraio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 4

Non me lo dice, il dottore, ma lo fa capire uguale.
Messo alle strette impugna le percentuali - ma qui si tratta di un figlio che nasce, non di eleggere il sindaco del paese.

Tu che sei sotto la pancia, che mangi se io mangio, che dormi se io dormo, che batti se io batto, beh... sappi che sei storto.
Nascerai storto, ereditando naturalmente da una mamma storta, perdipiù incapace ed insofferente a relazioni "dritte".
Eppure questo ti rende più bello ai miei occhi, come qualcosa di inconfutabilmente mio.

La mia di mamma, invece, china la testa sul lavoro a maglia - uno storto maglione celeste - per evitare di incrociare il mio sguardo.
Vive la mia condizione come una pena da espiare, come una vergogna verso la quale ostentare indifferenza per cercare di sopire le chiacchiere di paese - ottenendo ovviamente l'effetto contrario.
Perfino dell'incombenza della severità ha deciso di disfarsi, affidandola alla foto del babbo che da un mese  troneggia sulla mensola all'ingresso.

Né io né tu le faremo cambiare idea, resteremo per lei  entità estranee e misteriose.
Ma anche questo ci unirà più forte.

Carmine ci vuole sposare.
Me e te.
Non vuole nemmeno sapere se tu sei suo o di Lorenzo (e se lo sapesse, chissà se vorrebbe sposarci ancora...)
Era affianco a noi, davanti al ginecologo, sudato e balbuziente.
Prima di entrare mi ha messo la mano ruvida sulla pancia e ha detto:
"Voi siete la mia casa"
E quando siamo usciti di nuovo, la stessa frase con lo stesso tono, come se il dottore nel frattempo avesse detto:
"E' forte, sano, ed ha gli occhi azzurri"
E questo - tu non puoi saperlo ancora - è molto.

Ma gli occhi azzurri meglio di no, che Lorenzo ce li ha uguali.

4 febbraio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 3


Da: avv. Lorenzo Longobardi
Oggetto:...

Te lo scrivo su FB, che chissà perché ti ho ancora tra gli amici.
Ma non cancellare subito questo messaggio, leggi prima fino in fondo.

Sono passato in parrocchia e ho visto la pubblicazione: Anna e Carmine.
L'ho fissata per minuti, in attesa di una reazione forte, tipo rabbia, invidia o gelosia.
L'unica cosa che mi è venuta in mente è stata:
"... Carmine ... mi ha lasciato per uno che si chiama Carmine ..."

Dopo sette anni insieme è un po' pochino, confesso.

In fin dei conti hai avuto ragione tu, che non hai paura di ricominciare non da zero - bada bene - ma addirittura con l'handicap.
Appartieni a quella genìa di persone che per sentirsi vive hanno bisogno continuo di problemi con cui misurarsi, meglio se notevolmente più grandi di loro, perché - nonostante lo stress che gli provocano - sono proprio ciò che più li fa sentire vivi.
Le cose con me sarebbero venute gratis e questo non sei mai riuscita ad accettarlo.

Allora - sai che c'è? - non mi interessa neanche più sapere se ci sei andata a letto mentre stavi ancora con me, o quando avete fatto il figlio che vi fa correre all'altare.
(Non è "preferisco non saperlo", è proprio "non mi interessa")

Permettimi solo di augurare a te e a Carmine - ma senza cattiveria - ogni genere di difficoltà.
Difficoltà grandi e piccole, problemi complessi e  preoccupazioni di ogni genere.

Lo faccio così sfacciatamente soltanto perché - in fondo - sono sicuro che così sarai autenticamente Felice.

Auguri

2 febbraio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 2

"Pare che la figlia della sciura Antonietta si sposi"

"Spetta che tolgo il casco che non capisco"

"Anna, la figlia della sciura Antonietta... si sposa... ci sono le pubblicazioni."

"Ah davvero?
E chi sposa?
Quel bel giovanotto con cui è fidanzato da tanto?
Il figlio dell'avvocato Longobardi, nè vero?"

"E no mia cara, lì è lo scoop.
Ha mollato l'avvocatino e sposa un terrone,
uno di quelli senza arte nè parte che lavorano all'impresa edile"

"Ma và...
Spetta eh...
(...la tinta un po' più scura della volta scorsa,
che quando sono uscita sembravo Vanna Marchi...)

E da quant' è che sta col terrone?"

"Una cosa recente,
saranno un paio di mesi"

"Non sarà mica incinta?"

"E chi lo sa...
sarà suggestione, ma a me pareva un filo più tondetta..."
(sorrisino d'intesa)

(ammiccamento)
"Tutti così meridionali, extracomunitari ed immigrati:
un preservativo nemmeno sanno da che parte si mette!
Metti che lei voleva solo divertirsi una sera..."

"(...L'asciugatura spazzola e phon,
non con il casco, che mi si bruciano i bulbi...)"

28 gennaio 2011

[PIF] Una donna forte - diapositiva 1

Pare che uno scrittore debba  avere chiaro il quadro generale dell'opera prima di approcciare alla scrittura.
Io - che scrittore non sono - mi prendo il lusso di iniziare qui un racconto del quale
non so ancora come va a finire, chi sono i personaggi e  nemmeno se avrò voglia di scriverlo tutto.

Conto di svilupparlo strada facendo, preferibilmente con l'aiuto ed il supporto di voi che leggete.




Quello appeso alla grande, pallida lavagna luminosa sulla parete di fondo dello studio non è un Chagall in bianco e nero, è bene precisarlo.


Non vale neanche la pena di scomodare il "Trattato di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia" dell'eminente professor Van Dikesmann, che dal ripiano intermedio della libreria in noce scruta arcigno i pazienti, forte dell'imponenza delle sue oltre settecento pagine.

"Epatosplenomegalia" recita un paragrafo che discute di fegati e milze cresciuti oltre misura.
"Microcefalia" si spiega altrove, corredando il testo con fotografie di persone con la testa che sta al resto del corpo come il punto sta al resto della lettera "i".
Alla fine c'è pure un'appendice di disegni, e tra di essi alcune sezioni di cervello su cui progressivamente si estende un'area rossa: "Tipologie di encefalite".

Guardo l'ecografia appesa alla lavagna e sfoglio mentalmente il libro.
Capitolo "Diagnosi", paragrafo "Malattie infettive congenite": Toxoplasmosi.

Facile come nei gialli alla tv, in cui quello con la faccia truce, nonostante non abbia dato adito ad alcun sospetto per tutto il film, alla fine si scopre essere l'assassino.
Tutto scritto, tutto spiegato nel librone, tutto discusso nei seminari, tutto sviscerato nelle scuole di alta formazione, tutto analizzato nelle convention, tutto certificato dagli attestati che, insieme alla libreria in noce, completano la parete laterale.

In quarta di copertina del librone c'è la foto del professor Van Dikesmann.
La ricordo bene per averla usata ora come bersaglio ora come immagine sacra durante gli studi universitari.
Si tratta di un anziano omino olandese dalla folta barba bianca e dagli occhi intensamente azzurri.

Nonostante la sua mole, il libro non è completo, Professore.
Esattamente manca la parte in cui avrebbe dovuto spiegare all'allora aspirante medico come dire alla giovane mamma che il suo nascituro - se mai fosse riuscito a nascere - sarebbe stato malforme.
Ma forse lei, a dispetto della sua cultura enciclopedica, nella stessa situazione se la sarà cavata con uno sguardo comprensivo ed una lisciata di barba...

22 gennaio 2011

[WV] Aperture mentali

Torno in treno da Portofino a Genova, seduto non distante da un indiano vestito con stoffe pregiate e un cappello a sbuffo inusuale per i nostri costumi, ma straordinariamente signorile.

A Brignole salgono un uomo in pantalone di tuta e finto Monclair e un altro con occhiali a lente verde bottiglia.
Vanno verso l'indiano come se lo conoscessero e gli si siedono affianco:
"Cumpà, comm stann 'e ccos?"
L'indiano risponde "Pakistan" - per dire... non sapendo l'italiano, figurarsi che senso può dare al napoletano...

Ometto le risposte del pakistano, un po' perchè sconnesse rispetto a domande di cui non capiva il senso, un po' perchè TutaeMonclair l'ha messa da subito sul monologo.

"Che fai qua lavori? LAVORO? LAVORARE?" - sì, se usi l'infinito capisce.
"LAAAAVOOOORAAAAREEEE?" - c'ha pure lo slow motion, è meglio di un decoder.

(Interviene OcchialiVerdi che, ammiccando a TutaeMonclair, gli dice "Pakistan", facendo come se avesse una sigaretta tra le dita da portare alla bocca)

"Pakistan, fumo, bombe, cannun: SMOKE?" - e dire che se risponde "Italia mafia pizza mandolino" finisce a botte.
"No smoke? E che tieni 'nta burzett?" - speriamo che conosca almeno l'italiano sufficiente a rispondere "un pacchettino con 7/800 grammi di c***i tua".
"Burzetta! Borsa... Rafè comme se dice... POCKET" - il pakistano estrae un braccialetto di quelli che vengono fuori dalle macchinette a gettone al parco giochi.

"Raaaafèèèè!!!! amm truvat o' regalo!!! quanto vuò? soldi... quanto volere?" - un cultore dell'infinito.
"Dollars? 2 euro?" - il pakistano sorride e fa di si con la testa,
"No 2 euro... troppo 2 euro" - o l'infinito o niente.
"1 euro. Va bene un euro? good?" - il pakistano sorride e fa di si con la testa.
"Uà n' euro pe stu coso... gratis compà... regalo? free?" - il pakistano sorride, fa di sì con la testa e glielo regala realmente - chissà come ha fatto a capire.

"Rafè chist over me lo da pe senza niente..."
"Chi 'o ssape arò ven stu cos..."
"...Chist sarà quacche miserio 'e terrorista"
"...fa na cosa: turnamm o' braccialetto a chist e jammuncenn".

17 gennaio 2011

[QEV] Viakal


Fino ad oggi pensavo che il passaggio terreno di Gesù avesse portato via i peccati dal Mondo come il Viakal fa nella pubblicità con le incrostazioni sul lavandino del bagno: solo oggi mi è venuto il dubbio che non sia
andata proprio così.
Il dubbio mi è sorto di fronte all'esclamazione di Giovanni Battista :

Ecco colui che toglie il peccato del Mondo.
(Gv 1,29)

E' quel "toglie" che è fuorviante, che crea l'effetto "Viakal".
Nella versione latina del testo sono sicuro ci sia "tollit", che è simile all'italiano solo per assonanza, ma in realtà significa "portare, reggere" (non conosco la versione originale greca, ma se me la illustrerete sarò ben felice di essere smentito).

Colui che porta il peccato del Mondo.

Come si porta il peccato di un altro?
Beh, se mi fai un peccato piccolo io lo tollero pure, ma se me ne accolli altri, magari via via più grandi, allora per sostenerne il peso mi appoggio sulla rabbia, sul rancore, sul desiderio di vendetta, sullo spirito di rivalsa.
Figurarsi ad accollarmi il peccato del Mondo... mi scoppierebbe immediatamente la bile!!
Ma allora Lui come avrà fatto?
Con tonnellate di bicarbonato Brioschi?

Leggo appena dopo dallo stesso Vangelo e intravedo una soluzione:

L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito
è Colui che battezza in Spirito Santo
(Gv 1,33)

C'è un sostegno per il peccato, una specie di contenitore di quelli che isolano le scorie radioattive evitando che nuociano in giro: quel contenitore è lo Spirito.
Lui si riempie di Spirito e poi inizia ad accollarsi peccati non Suoi.
E quando si affatica, quando barcolla sotto il peso enorme, fa un altro pieno di Spirito e riparte.
Ed a sua volta battezza in Spirito, come a dire: "Mettete da parte la rabbia e il livore, ed intraprendete questa stessa strada".

Chi crede dovrebbe davvero sentirsi grato a un Dio che sceglie una strada del genere per rimuovere le colpe dall'Umanità - altro che Viakal...

13 gennaio 2011

[PIF] Zapping

"...e il comandante, che adesso ci precede nello sperimentare la Comunione dei Santi e l'abbraccio del Pà..."

"...uffa che mi hanno portato in chiesa mamma e papà mentre potevo starmene a casa a giocare col camper di Bà..."

"...guarda come piange la moglie, si vede che dovevano essere proprio legà..."

"...e si che me lo ricordo il comandante ai primi imbarchi, quando eravamo due belli guagliun, sempre con la sigaretta in bocca sul ponte di comà..."

"...e allora da oggi toccherà a voi alimentare la fiamma della Fede che il comandante ha acceso nei vostri cuò..."

"...che poi non volevo il camper, volevo Cicciobellochecammina, ma Babbo Natale è vecchio e non avrà capì..."

"...e i figli e le figlie, mammamia, come si sono sciupà..."

"....che poi il comandante era più grande o più piccolo di me? Secondo me eravamo coetà..."

"...per approdare al porto sicuro della Resurrezione in Cristo nel giorno del giudì...."

"..."

"Ciao, papà."

(Singhiozzo di donna con mano su bara)

7 gennaio 2011

[PIF] Vuoto a perdere

Nonostante i loro soprannomi la Clà, la Baby e la Lù sono più vicine ai quaranta che ai trenta.
Quei nomignoli se li sono dati in qualche ora di educazione fisica al ginnasio e se li sono lasciati addosso - come un cappello con le piume - per gli anni dell'università e quelli del lavoro.

La Baby schiaccia "caffè ristretto senza zucchero" e si appoggia con la schiena contro il distributore che inizia a macinare.
"Ieri sera con Luchino una tragedia.
Dovevo cucirgli il costume per la recita: son stata in piedi fino all'una, e lui di fianco a me che adesso gli pungeva la calzamaglia, adesso le maniche erano corte, adesso non gli stava il cappellino... un macello...."

La Clà fa di sì con la testa mentre gira il thè con lo stecchino di plastica, poi aggiunge:
"Non lo dire a me, guarda... la poesia di Natale la so più io che Giacomo.
Me l'avrà ripetuta duecento volte - che poi la sa anche, è solo che è insicuro e non vuol fare brutta figura coi nonni, piccino... pure le maestre però, con sta smania delle poesie in inglese!"

La Lù è appoggiata al muro.
In una mano tiene della cioccolata calda sulla quale soffia troppo lentamente per raffreddarla davvero.
Il sorriso è di quelli che ti metti in faccia quando hai perso un passaggio e sei tagliato fuori dalla discussione, lo sguardo è fisso su un punto inutile del brutto pavimento di gomma.
La Clà e la Baby continuano le loro chiacchiere non dando peso a quella estraniazione, scambiandola per stanchezza da troppo lavoro.

Invece la Lù sta pensando alla fetta di utero scaricata nel bagno di casa, al fatto che al solo guardarla ha capito all'istante e meglio che con qualunque ecografia che non ci sarebbero state né nausee né voglie, né pannolini né carrozzine, né fiocchi al portone né visite dei parenti.
E - in fondo al cuore - sta pensando anche che Alessandro le è stato vicino, ma come si fa con un malato, non con una moglie.

Poi beve la cioccolata bollente - che tanto pure se scotta fa niente - e rientra a lavorare.