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12 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 7

Articolo 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Il punto è che l'Italia è costituzionalmente per la pace e la giustizia tra le Nazioni.
E' disposta perfino a limitare la propria Sovranità purchè sussista la pace, perchè:
L' ITALIA RIPUDIA LA GUERRA.

Mica "ritiene sconveniente" o "sconsiglia", proprio RIPUDIA.
Quando si dice "guerra" è Italiano quello che ha un brivido di raccapriccio lungo la schiena.

Per questo per me i militari uccisi in Afghanistan non sono Italiani e non meritano funerali di Stato.


Articolo 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Bandiera Italiana

Tiriamolo fuori, sventoliamolo perticolarmente nei posti e nelle situazioni dove ci si è dimenticati o rassegnati a non essere Italia.

Auguri a tutti gli Italiani!!!

9 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 6

Articolo 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


Se, come qualcuno auspica, l'Italia diventerà davvero il Paese delle Libertà, riuscendo a garantire ai suoi cittadini diritti superiori rispetto agli altri popoli, allora questo articolo ci obbliga ad offrire quegli stessi diritti a tutti gli stranieri sul nostro suolo, mediante l'istituto dell'asilo.

Il che sulle prime può suonare assurdo: "ma come, io mi guadagno un diritto e poi lo offro a tutti quelli che passano dalle mie parti???"
In fin dei conti è il ragionamento che ha portato la Lega al vertice della politica nazionale.

A pensarci solo un istante in più, invece, ci si rende conto che il Legislatore è stato assai lungimirante, perchè proprio da situazioni di disparità tra popoli scaturiscono rappresaglie, guerre ed odio razziale.
Questo articolo - da solo - basta a cancellare ogni traccia di tensione.
Se volete essere trattati da Italiani, venite in Italia - ferme restando le altre disposizioni della Costituzione, prima fra tutte che l'Italia si fonda sul Lavoro.
(Qui qualche vecchia riflessione sull'argomento)

Così difficile da spiegare a chi propone le cannonate per i clandestini????

6 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 5

(Gli articoli 5 e 6 della Costituzione Italiana sanciscono il decentramento dei poteri dello Stato e la tutela della minoranze linguistiche - qui la mia idea di federalismo; gli articoli 7 e 8 stabiliscono i rapporti tra Stato, Chiesa cattolica ed altre confessioni religiose - e qui neanche metto link a ritroso perchè basta pescare una pagina a caso del blog...)


Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.


Soggetto, predicato e complemento: più chiaro di così...
Mica la Costituzione dice "la ricerca scientifica va promossa sempre che si trovino i soldi in Finanziaria"?!?!
Mica è scritto che lo sviluppo della cultura è facoltativo o legato all'andamento dei flussi di cassa, oppure che la tutela dei beni culturali è affidata all'arbìtrio del Governo di turno?!?!

Qui si stabilisce che l'Italia ha un tesoro più prezioso dell'oro nel caveau della Banca d'Italia, indipendente dall'andamento del gettito fiscale ed al sicuro dalle speculazioni dei mercati internazionali: si tratta del nostro Patrimonio, inteso come cultura, beni, ambiente e livello scientifico e tecnologico.

Ed è assolutamente logico che si tratti del bene da tutelare più di ogni altro, tanto da inserirlo nei primi dieci punti della Costituzione, ancor prima - ad esempio - di definire l'ordinamento giudiziario del Paese o di stabilire il diritto alla Salute: perchè il Patrimonio - ovvero quello che ci viene consegnato dai  Padri - è una ricchezza immediatamente valorizzabile con in più il valore di farci comunemente eredi.
Il nostro Patrimonio ha la singolare di Virtù di essere una ricchezza che unisce anzicché dividere.

Perciò ritengo incostituzionale oltrecchè immorale la proposta di introdurre una tassa di soggiorno per il pernottamento in città diverse da quella di residenza: perché non ritengo Piazza del Popolo, l'Acquario di Genova e nemmeno l'Arena di Verona - che non ho ancora visitato - meno MIE COME ITALIANO della piazzetta che fa angolo con il viale di casa, dove da piccolo giocavo a pallone.

2 marzo 2011

[VM] Buon compleanno - 4

Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Dovessi scegliere un aggettivo per quest'articolo, direi bilanciato.
Tanto deve impegnarsi lo Stato a mettermi in condizione di lavorare quanto io devo ricambiare facendo progredire la società.
Mi sembra il Padre Nostro quando dice "Rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

Se non mi interessa lavorare o se sono incapace di farlo in maniera utile per gli altri, neppure lo Stato ha vincolo di tutalermi in alcun modo.
Lo si spieghi ai disoccupati organizzati - no, vendere cd pezzotti di Gigi D'Alessio non contribuisce in alcun modo al progresso della società...

Allo stesso tempo lo Stato si impegna a dare piena occupazione a chi abbia intenzione e capacità da spendere nell'interesse comune.
Come si concilia questo precetto con la smania di esternalizzazione che ha preso tutte le pubbliche amministrazioni è un mistero che non riesco a chiarire!

Ultima nota, alla quale tengo enormemente: il problema principale dell'amministrazione della cosa pubblica in Italia è, a mio modesto avviso, la mancanza di metriche che permettano di misurare oggettivamente ed indiscutibilmente la bontà dell'operato degli amministratori.

Eppure questo articolo ce ne offre una evidente: il tasso di disoccupazione.
Chi durante il suo mandato abbia concorso in qualsiasi modo e con qualsiasi responsabilità, a fronte di qualsiasi evento catastrofico, a far innalzare il tasso di disoccupazione dovrebbe avere il buon gusto ( o il pudore, chiamatelo come vi pare ) di evitare di ricandidarsi a qualunque incarico pubblico - oltre che di chiedere diversa cittadinanza, AVENDO GIA' AGITO CONTRO COSTITUZIONE.

27 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 3

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Sull'eguaglianza davanti alla legge si è detto e stradetto negli ultimi anni, tanto da far passare in secondo piano il discorso sulla "pari dignità sociale" tra cittadini, che invece è altrettanto importante.

In Italia non può accadere che i tempi di erogazione di un servizio pubblico, le sue modalità o la sua qualità possano variare da cittadino a cittadino.
Dalla durata dei processi agli accertamenti fiscali, dalle procedure fallimentari all'accettazione di richieste di condono, dal posto all'asilo per un bambino al ricovero in ospedale per un anziano tutto è obbligato a procedere in maniera paritaria tra cittadini di ogni estrazione sociale.
Se così non succede, allora siate certi non vi trovate in Italia.

Il secondo comma, per certi versi, deroga addirittura il primo.
I cittadini sono uguali davanti alla Legge e hanno pari dignità sociale MA alcuni sono "più uguali degli altri": la Repubblica - ovvero l'insieme delle persone che si definiscono Italiane - si impegna infatti a rendere concreta quotidianamente questa eguglianza, favorendo non i cittadini più influenti o più benestanti, ma quelli che si trovano in condizioni di disagio sociale o economico.

E su questo comma - scusate - ma non riesco a dire altro senza scadere nella volgarità...

24 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 2

Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Qui già si va sul complesso...
Tralascio il pippone su cosa si debba intendere per "diritti inviolabili".
Interessante invece il fatto che questo insieme di diritti siano riconosciuti tanto ai singoli quanto alle FORMAZIONI di cui essi fanno parte, come ad invitare gli Italiani a riunirsi, a far gruppo, a partecipare insieme alla vita del paese.
(Se qui aggiungo "...e invece quanto disinteresse, quanto menefreghismo..." sembro il pensionato sulla panchina del parco, vero?).

Ma è la seconda parte dell'articolo che è sorprendente.
Gli Italiani hanno per PRIMO DOVERE INDEROGABILE quello di SOLIDARIETA' - ovvero essere come uno solo - in ambito POLITICO (???), ECONOMICO (?????) e SOCIALE (??????????).

Chissà a che Stato pensano di appartenere politici pronti a scannarsi sulla più piccola fesseria e ricchi benestanti che ostentano le proprie facoltà alla faccia delle famiglie che non arrivano a fine mese...

20 febbraio 2011

[VM] Buon compleanno - 1

In pochi sanno che Novi Ligure - a dispetto del nome - si trova in Piemonte.
I più la conoscono per fatti di cronaca o magari per le fabbriche di cioccolata - Pernigotti e Novi, appunto.
Di Novi io ricordo invece con piacere la piazza antistante la stazione, intitolata con notevole sensibilità a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
In quella piazza campeggiano dodici colonne di plexiglass - che a suo tempo provai a fotografare con pessimi risultati - illuminate con neon dall'interno, sulle quali sono incisi i primi dodici articoli della Costituzione.

In vista dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia - dei quali la stesura della Costituzione è stata punto cuspidale - vi porto con me in quella piazza in una fredda sera di novembre.



Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro.

La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Non sono un giurista, faccio ragionamenti elementari, della cui banalità quasi mi vergogno.
Per esempio quelli che scrissi un po' di tempo fa in questo post, dedicato proprio all'Articolo 1.
O per esempio il fatto che viene prima la Costituzione, poi il popolo, poi i suoi rappresentanti - non il contrario.
O - infine - il fatto che chi vuol farsi re ha sbagliato stato.

18 novembre 2010

[VM] Filiottismo

Propongo una mozione al comune di Genova per la modifica dell' epitaffio del monumento a Cristoforo Colombo, riportato qui a fianco.

"Patria" è terra dei padri e "patriota" è chi in quella terra si installa da custode dei valori degli avi e da sentinella contro la loro sopraffazione.

Per questo non può essere patriota l'esploratore per antonomasia: perché se il vincolo verso la terra natale avesse prevalso, oggi non conosceremmo le Americhe.

Diverso è il discorso per i migranti partiti dal suolo natìo per contingenza.
In loro il senso patriottico si declina in una sorta di nostalgia, una frustrazione da distanza che li accomuna nella loro esperienza di "straniero".
Basti vedere la coesione delle comunità di italiani all'estero o di cinesi, marocchini, senegalesi, ecuadoregni in Italia.

Ma allo stesso tempo sempre in queste comunità è viva la volontà di costruire un futuro per se e per i propri figli nella terra di destinazione.

Sentivo il Presidente della Camera qualche giorno fa dire che:
"Da qualche tempo Patria non è più soltanto la terra dei padri".

E' vero.
Occorrerebbe rimodulare la Costituzione per garantire eguale spazio al sentimento di devozione verso i padri ed all'aspettativa di futuro verso i figli.
Occorrerebbe introdurre, assieme al Patriottismo, il principio del Filiottismo.

21 giugno 2010

[VM] Lost Generation

Domani a Pomigliano gli operai della FIAT voteranno un referendum folle, che in definitiva pone la domanda:


"Vuoi lavorare o preferisci la disoccupazione?"

Inutile dire che l'esito è scontato.

Al referendum si arriva perchè la FIOM si è opposta all'accordo firmato di buon grado da CISL e UIL in cui - tra gli altri punti - si indica (cfr. punto 13 - "clausola di responsabilità") che i lavoratori rinunciano perfino al diritto di sciopero: chissà con che strumento pensano i due sindacati di difendere i propri iscritti...
La decisione della FIOM ha scatenato le reazioni piccate della maggioranza, risentite di Confindustria, equilibriste della minoranza.
Assordante silenzio dai vertici dello stato, intenti a discutere di intercettazioni e secessione.

L'unica parola che mi è parsa VERA, l'ho sentita da Vendola:

"La solitudine della Fiom  è la cartina di tornasole del degrado sociale nel nostro Paese"

VERA perchè un sindacato che rinuncia a cuor leggero al diritto di sciopero ed alle altre conquiste di un secolo di lotte dei lavoratori è solo un mazzetto di tessere d'iscrizione, alla pari dei circoli di tennis.
VERA perchè realmente a Pomigliano si istituisce la liceità dell'agire in deroga ai contratti nazionali, in nome della globalizzazione e del basso costo della manodopera altrove.
VERA perchè naturalmente non c'è motivo di credere che la FIAT applichi a Pomigliano criteri diversi rispetto a Melfi, Cassino, Torino, etc... (discorso diverso per Termini Imerese dove, prese le sovvenzioni e completato lo scempio paesaggistico, si chiuderà a breve).
VERA perchè è altrettanto ovvio che - a cascata - ogni imprenditore tirerà fuori la sua Polonia da evocare per giustificare il medesimo trattamento da somministrare ai propri dipendenti.


Oggi il mio contratto a progetto mi pare un po' di più carta straccia.

Mi vengono in mente considerazioni amare.
Leggevo qualche giorno fa di alcune ricerche - sarò grato se mi segnalerete la fonte che ho perso - secondo cui per le generazioni odierne è impossibile raggiungere il tenore di vita dei propri genitori.
Quando si è trattato di affrontare la globalizzazione, si sono presentate diverse strade da percorrere: investire in innovazione e ricerca, proteggere la qualità dei prodotti, ridurre l'incidenza del cuneo fiscale su aziende e lavoratori.
I nostri politici hanno scelto l'introduzione del precariato, al grido di "Noi non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani!".
Quello che hanno risparmiato i nostri padri, lo pagheremo con gli interessi ogni giorno della nostra vita.

Il futuro della mia generazione è stato scientemente e premeditatamente svenduto per mero calcolo politico.

A questo si aggiunge lo sberleffo di chi, arroccato arcignamente sulla sua poltrona, ci delizia dell'appellativo di "bamboccioni".

Prima che si manifesti il primo conato di vomito, arriva un ricordo a sollevarmi, lieve come una carezza.

Un Papa operaio - lui lo era stato davvero, diversamente dai politicanti nostrani - venuto da Roma apposta per sedersi alla mensa con gli operai della Fincantieri di Castellammare di Stabia, in odore di licenziamento.
Qui il Suo discorso di allora, che mi pare inopportuno sintetizzare.

..purtoppo era il millennio scorso, e pare che anche il Papa oggi abbia altre gatte da pelare...

20 agosto 2009

[VM] Niente di più

Niente di più seccante che attendere ad oltranza un compagno di allenamento, vedendo sfumare con i minuti che passano l'opportunità preziosa di nuotare.

Niente di più liberatorio che tirare su le poche cose che servono - costume, occhialini e poco altro -, cacciare tutto nel sacchetto che in estate funge da borsa ed andare in piscina, solo, staccato da tutto e da tutti.

Niente di più refrigerante dell'entrata del tuffo - brivido che corre lungo la schiena - nell'ora in cui la canicola allenta la morsa ed il sole abbassa i suoi raggi.

Niente di più regale del velo nuziale di schiuma che segue l'emersione durante la rana. Non posso vederlo ma so che c'è.

Niente di più didattico dell'ombra stampata sul fondovasca, che mima ogni gesto e accentua ogni distrazione.

Niente di più buffo delle facce assorte dei villeggianti che osservano questo metronomo di carne e fiato marcare vasche su vasche al ritmo esatto di venti bracciate ciascuna, come se fosse uno spettacolo cortesemente offerto dalla direzione del campeggio in cui la piscina si trova.

Niente di più sorprendente che spingersi dal muro, girarsi sul dorso e scoprire, ancora un metro sott'acqua, che il cielo si è colorato di Notte, senza Luna ma con grappoli di stelle brillanti dappertutto.

Niente di più armonico dell'antica orchestra di onde e respiro.

Niente di più di questo, e niente di più.

25 luglio 2009

[VM] Se...



Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

(R. Kipling)

7 giugno 2009

[VM] Considero valore

Con questo post pubblicamente ringrazio chi continua con pazienza ad intervenire su questo blog.

Diversamente da Facebook, dove un "mi piace" o una frase di due righe non si nega a nessuno, il blog offre la possibilità di articolare pensieri, esprimere concetti e far lievitare Idee.

Opera a cui è avvezzo il caro Skarabeo, che con il suo ultimo commento mi ha permesso di scoprire questo spezzone di Sanremo, ingiustamente caduto nel dimenticatoio.

25 maggio 2009

[VM] Preghiera per me

Esposto ad un Male così gratuito, ad un'Ingiustizia così palese, ascolto le violente Parole del più terreno dei Salmi schizzare al cuore con il sangue impazzito:

Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
(...)
siano bruciati vivi, la Collera li travolga.

Il giusto godrà nel vedere la Vendetta,
laverà i piedi nel sangue dei malvagi.

(Salmo 58)

Preghiera per me.
Perchè qualcuno mi aiuti nel sovrumano sforzo di scollinare il pendio della Vendetta e scorgere al di là di esso l'altrui Miseria che implora Compassione.

2 gennaio 2009

[VM] 2009

Del 2008 appena concluso, percepito nelle ossa come transumanza di bufali, come aratro che rivolta la coscienza alla stregua di terra per la semina, dovrò tenere a mente l'insegnamento che non esiste forza più devastante dell'Infelicità negletta.

Per il 2009 mi aggrappo in arrampicata ad una Benedizione straordinaria per sinteticità e polivalenza:

Dio ci benedica e ci protegga,
su di noi faccia risplendere il Suo Volto

(Num 6,24-25)

Nella duplice valenza della locuzione "su di noi" ("dall'alto" / "sopra il nostro corpo") racchiudo il mio augurio di essere lucertola che si crogiola sulla pietra e l'invito a farci specchio che trasmette la luce di cui gode.

Auguri!!!

21 dicembre 2008

[VM] Presepe Riders - La Lavandaia

In fatto di presepe il mio più grande desiderio di bambino era la fontana con motorino elettroidraulico.
Ricordo perfettamente la bottega di San Gregorio Armeno, lo scaffale con un'infinità di modelli esposti, tutti impercettibilmente diversi, il mio sguardo smanioso e perfino il rumore del ricircolo d'acqua di quella che alla fine scelsi.

Tanto mi sembrava inanimata e silente la scena prima dell'installazione della fontana, quanto dopo mi pareva ricca e gioiosa, per la sola aggiunta di quel particolare.

Nel presepe tradizionale alla fontana, o al pozzo, si incontrano due figure: la donna con l'anfora e la lavandaia.
La prima gode di una simbologia quasi esplicita - si pensi, ad esempio, all'incontro con la Samaritana al pozzo (Gv 4,1-26).
La seconda è figura un po' più criptica ed intrigante, per cui le dedico questa breve riflessione.

Innanzitutto, cosa ci fa una donna in piena notte alla fonte a lavare le vesti?
Non è situazione sconveniente?
Non può aspettare il giorno successivo per il bucato?

Guardando meglio mi accorgo che sempre, in ogni presepe, la lavandaia lava vesti candide: che razza di attività assurda, lavare e rilavare vesti linde nel cuore della notte...

Discosto appena lo sguardo, incrocio il pastore che reca in spalla il suo agnello verso la mangiatoia, ed ho un sobbalzo...

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La donna non sta lavando il suo bucato, bensì il suo corredo migliore.
Quello ricevuto per le nozze e conservato intatto, destinato ad una degna occasione che ha tardato ad arrivare, che ha fatto riporre le stoffe, le ha consegnate allo scorrere del tempo, ma poi alla fine... eccola, questa è l'Occasione!!
Se la raccontano i pastori, la annunciano gli Angeli, il firmamento ne da testimonianza.

Allora la donna spalanca i bauli e rivolta gli armadi, finchè quel corredo non salta fuori.
E sorride.

Poi corre, ma non alla mangiatoia per offrirlo - non si donano ai Re stoffe infeltrite - bensì alla fonte per lavarlo.

Lo lava e lo strizza.
Lo osserva e lo annusa.
Per un istante pensa a Chi lo riceverà in dono.
E subito lo rilava.
E poi ancora, ed ancora...

L'espressione affaticata della Lavandaia ed il suo gesto incessante mi trasmettono la Piena Percezione della Salvezza che viene.
Esattamente quella che auguro di sperimentare a me ed a voi per questo Natale.

E le Sue vesti divennero risplendenti e bianchissime, come neve, più bianche di ciò che potrebbe fare alcun lavandaio sulla terra
(Mc 9,3)

18 dicembre 2008

[VM] Presepe Riders - Il Fornaio

Che sia medioevale secondo il primo modello francescano o settecentesco in stile napoletano, che sia minimalista con la sola capanna o sfarzoso con volte e capitelli, ciascun Presepe è (o dovrebbe essere) Betlemme.

Questa storia di Betlemme mi ha sempre incuriosito.
Perchè proprio lì e non Ninive o Alessandria o Gerusalemme?
Perchè una cittadina molto modesta della Giudea anziché una capitale del mondo antico?

Di Betlemme nelle Scritture si parla ben poco: la si cita perchè vi muore Rachele, moglie di Giacobbe, nel dare alla luce Beniamino (Genesi 35,19); lì Rut la moabita trova scampo alle sue sventure dopo aver perso il marito ed esser rimasta sola con la suocera (Rut 4,11); originario di Betlemme è Isai, padre di Davide, e lo stesso Davide chiede ai suoi prodi di procurargli acqua di Betlemme, a segno di un legame radicato con quella città (2Samuele 23,15).

Di tutti i profeti, solo Michea, profeta minore, vaticina che lì nascerà il Messia, secondo la parola riportata anche da Matteo:
"E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei affatto la più piccola fra le città di Giuda;
perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele
"
(Mt 2,6)
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E se Dio si fosse scelto una posto qualunque?
Se volontariamente avesse deciso di nascere nella più comune delle città d'Israele?
Sarebbe come dire che Dio nasce dovunque, in ogni condizione, ad ogni latitudine.

Nella mia modesta esperienza ho visto paesi così piccoli da non avere una scuola, una piazza e talvolta nemmeno un bar.
Eppure in qualunque frazione, paese o città viene un'ora del giorno in cui l'aria si profuma di pane.

E allora non suona poi sconvolgente scoprire che Bet Lehem è proprio questo, la Casa del Pane.

Perciò, nel lasciare alla vostra riflessione la "singolarissima coincidenza" per cui proprio nella Casa del Pane viene dal cielo il Vero Pane, lancio il mio appello prenatalizio: mettete i fornai nei vostri presepi!!!

14 dicembre 2008

[VM] Presepe Riders - Benino

Visto che il Natale è ormai alle porte, intraprendo un mini-tour nel presepe tradizionale soffermandomi sui personaggi più comuni e più noti.
Incomincio da un pezzo da novanta...

Benino

In ogni presepe napoletano che si rispetti non può mancare il giovinetto addormentato sotto l'albero, tradizionalmente indicato come Benino.

Incurante delle schiere di angeli che cantano il Gloria, del fulgòre della loro manifestazione, del moto frenetico che anima gli altri pastori, se ne sta sotto un albero, sognante, con un'espressione beata sul viso che non ha nulla da invidiare alla meraviglia ed allo stupore di coloro che contemplano un Bambino annunciato come Salvatore.

Nell'immaginario popolare Benino non gode di buona fama, presentandosi come colui che disattende all'imperativo evangelico:

"Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora"
(Mt 25,13)

A questa mancanza, però, Benino sopperisce con la simpatia che riesce a suscitare il suo piacere nel dormire, al punto che nella Cantata dei Pastori si trova un lungo e divertente dialogo tra il padre - che le prova tutte per farlo alzare - e lui stesso -che invece non trova motivo valido per lasciare il sonno.

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In un libro che sto finendo di leggere, l'autore distingue i Profeti d'Israele in due tipologie: i Signori dei Sogni ed i Signori della Veglia.

Quando la venuta di Cristo era ancora un miraggio all'orizzonte, il canale preferenziale di comunicazione con l'Altissimo passava attraverso i Sogni: senz'altro il virtuoso per antonomasia in questo ambito fu Daniele, a cui Nabucodonosor chiese di indovinare che sogno aveva fatto e di dargliene spiegazione; ma le prime "prove tecniche di trasmissione" risalgono a Giuseppe, e prima ancora a Giacobbe.

Da Daniele in poi nella profezia si incomincia a scorgere l'alba del giorno nuovo, che sorgerà completamente con la nascita di Cristo: in questo lavoro di sentinella si prodigarono Isaia, Ezechiele e gli altri Profeti, fino al Battista.


Così, guardando Benino assopito nel presepe, mi accorgo che la sua espressione beata è più che il piacere di una buona dormita.
Per me Benino rappresenta l'anello di congiunzione con tutte quelle generazioni d'Israele a cui Dio ha parlato attraverso i Sogni, che, pur inconsapevolmente, attendevano il medesimo evento salvifico nella storia dell'Umanità.

Per questo sono convinto che ciò che gli altri pastori sperimentano nella Veglia, Benino, ed una fetta di storia di Israele con esso, sperimenta pienamente nel Sogno.

26 novembre 2008

[VM] La Noia

Appena avrò un minuto di tempo, appena riuscirò a cristallizzare ed esprimere compiutamente questo pensiero, questa sensazione che mi attraversa testa e corpo qui, adesso, nel bel mezzo di tre serie da 12 minuti a stile libero, prometto che lo riporterò sul blog.

Quando la mia cuginetta - ormai adolescente, dovrò mettermelo in testa... - mi ha chiesto di iniziarla al nuoto di fondo, ogni altro tipo di allenamento mi è passato per la testa: serie, piramidali, ripetute con variazione di velocità...
Poi ha prevalso la convinzione che il fondo non è questione di forza ma di concentrazione, non di muscoli ma di volontà.

Così ho scelto un allenamento in cui non c'è un numero di metri prefissato da nuotare o un tempo limite a scandire incessantemente le partenze.
12 minuti consecutivi non sono certo un'eternità, ma sono un tempo sufficiente a spegnere la baldanza che segue ogni partenza, ad assestare il battito cardiaco, a costruirci sopra - come in un'orchestra - un ritmo di bracciata e di respirazione, a scoprire la canzone che il tuo corpo sta suonando - "How I wish, how I wish you were here: we're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year"...



...e poi subentra la Noia.
Non il Dolore, non la Fatica che pure sto aspettando.

Noia.
Di ripetere sempre lo stesso gesto, sempre la stessa strofa di una canzone, di fissare stupidamente una linea nera sul fondo della vasca.
Una certa nostalgia immotivata della posizione verticale, del ciclo normale di repirazione.
L'istinto di capire che senso ha quello che sto facendo, laddove il senso è invece nel non cercare di capirlo.

Se è vero quel che mi raccontano di alcune discipline orientali, il cui obiettivo è di estraniare la mente dal corpo, beh, allora il nuoto è esattamente il loro opposto: lo sforzo - per nulla banale - di mantenere la mente concentrata su ciò che il corpo sta eseguendo.

Mi chiedo, osservando dallo spigolo degli occhialini mia cugina affrontare questo allenamento molto spaesata, che differenza c'è tra questa Noia e quella che vedo dipinta sul volto dei suoi coetanei, impegnati a bruciare pomeriggi su Facebook e serate al bar della piazza.

Mi chiedo se ed in che cosa questa forma di Noia che io vado a cercarmi sia preferibile alla loro e sinceramente, non so darmi risposta.
Riesco appena ad afferrare per la coda la mia concentrazione, che intanto sta svanendo, e mantenerla fino alla fine dell'allenamento.

"What we have found? The same old fears. Wish you were here"

23 ottobre 2008

[VM] Be Informatics

Riporto la citazione di Dijkstra, nome ben noto a chi abbia approfondito le sue conoscenze in ambito di reti di telecomunicazioni, che campeggia sul manifesto del Linux Day organizzato per il prossimo week end dal NaLUG (Napoli Linux User Group)

Putroppo non potrò essere né al Linux Day di Napoli, né a quello organizzato dagli utenti del pinguino dell'Università di Salernoe dai LUG dell'Irpinia e di Salerno, benchè entrambi gli eventi presentino interventi estremamente stimolanti in programma... però magari invoglio qualcuno di voi ad andare, così poi mi fa un riassunto!!
;-)

19 ottobre 2008

[VM] Il problema

Mantengo in un cassetto della mia memoria, sempre ben a portata di mano, la massima:

"Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi?"


Ed in effetti, o sommo Aristotele, la smorfia che vedi sul mio volto non è preoccupazione.
E' la rabbia e la frustrazione di chi ha scoperto che una soluzione c'è, ma non dipende da lui...