4 maggio 2008

[WV] CortoCircuiti

A bocce (quasi) ferme provo a riassumere l'idea che mi sono fatto del V2-day di Grillo sulla LIBERA INFORMAZIONE, così come recita la locandina.

Permettetemi di invertire l'ordine di esposizione dei quesiti referendari.

  1. Abolizione della legge Gasparri

  2. Premesso che ritengo - e qui parlo da "tecnico" - la Gasparri una legge ripugnante, volta esclusivamente a rendere incolmabile il divario tra il duopolio RAI/Mediaset e le altre emittenti, non posso fare a meno di notare che "abolizione" è termine molto impegnativo.

    Cosa si propone dunque?
    Di ritornare alla Legge Mammì dell'89? Di ritornare allo scenario vigente 19 anni fa?
    Di perdere definitivamente il treno impegnativo ma stimolante del digitale terrestre, tecnologia che, se ben amministrata, può attirare nuovi investimenti e rimescolare molto le carte in fatto di offerta televisiva?

  3. Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria

  4. Suona vagamente familiare...
    18 aprile 1993: "Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti"... ricordate?
    L'onda lunga di mani pulite e la voglia di far piazza pulita.

    Com'è andata a finire?
    Che i partiti oggi sono finanziati non più direttamente dallo Stato ma bensì dai grandi gruppi industriali e finanziari.
    Il risultato è lo spostamento del potere dai palazzi della politica ai CDA delle banche, il che rappresenta uno degli orrori stigmatizzati dallo stesso Grillo nel V-day di settembre.

    Si intende riproporre lo stesso clichet anche per l'editoria?

  5. "Abolizione dell'ordine dei giornalisti"

  6. Ma l'ordine non dovrebbe essere il garante supremo della deontologia dei giornalisti, e dunque dei criteri di imparzialità ed obiettività dell'informazione?
    Probabilmente è vero che i giornalisti sono una casta e che l'ordine si impegna di più nel difendere i privilegi acquisiti che nell'esercitare un adeguato controllo...
    Ma abolirlo del tutto non rischia di essere un rimedio peggiore del male?
    In assenza di un ordine di categoria non si rischia di consegnare il giornalista direttamente nelle mani del proprio editore?


Dulcis in fundo, una chicca...
A suo tempo seguii con attenzione la polemica scatenatasi tra Grillo e Mastella sull'opportunità (sostenuta dal primo, rinnegata dall'altro) di pubblicare le intercettazioni telefoniche sulla stampa.
Qualche giorno fa, però, Grillo, cogliendo tutti di sorpresa, si è scagliato contro l'Agenzia delle Entrate, "rea" di aver pubblicato sul web tutte le dichiarazioni dei redditi del 2005 (...ed anche la sua tra le tante).

Escludendo che il problema riguardi il canale d'informazione utilizzato (web o carta stampata), mi chiedo se Grillo ritenga pubblicabile un'intercettazione telefonica in cui una delle persone coinvolte dichiari espressamente il proprio reddito.

In definitiva, a mio avviso, Grillo è un ottimo buffone, un aggregatore di masse, a suo modo perfino un informatore... ma non mi sembra la persona più adatta a riscrivere le Leggi dello Stato!!